Aperta solamente a 8 partecipanti la Masterclass di Belcanto Italiano ® sulla Costa Azzurra dal 15 al 19 luglio 2019

E’ aperta solamente a 8 partecipanti la masterclass di Belcanto Italiano ® con concerto finale dei partecipanti che si terrà in Francia, sulla Costa Azzurra dal 15 al 19 luglio 2019.
A Saint-Mandrier-sur-Mer, presso il Centro Culturale Marc Baron Astrea Amaduzzi, Docente dell’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ® di Alessandria e il Maestro Mattia Peli, Pianista e Direttore d’orchestra, uniranno la loro lunga ed eccezionale esperienza per un corso concepito come un avvincente viaggio nel mondo del Canto.
Il corso intensivo è finalizzato a migliore tecnica, espressione, fraseggio e interpretazione di ciascun Allievo, mettendone in luce le migliori qualità.
Informazioni e iscrizioni
al numero (Tel/WhatsApp) +39 347 58 53 253

Il “Belcanto Italiano Duo” a Praga per un raffinato concerto al “Dvorak Museum” – 5 maggio 2019

5 maggio 2019: alle ore 18, presso il “Museum Dvorak”di Praga è in programma uno straordinario concerto del “Duo più belcantistico” d’Italia.

Il pubblico avrà la rara occasione – oggigiorno – di poter sentire dal vivo il vero “bel canto” del Soprano Astrea Amaduzzi, ricco di messe di voce, cantabili, colorature, mezze voci e filati in piano e pianissimo, come pure la squillante piena voce. Al pianoforte il raffinato M° Mattia Peli.

BELCANTO ITALIANO DUO IN PRAGUE – Operatic Recital

Astrea Amaduzzi, soprano – Mattia Peli, piano

Special guest, baritone Vladimír Chmelo

Museum Dvorak, Prague – 5 May 2019, 6 pm

Music by Mozart, Spontini, Rossini, Bellini, Chopin, Donizetti, Verdi and Puccini

Concert program

Part One :

Mozart – “Dove sono i bei momenti” (Le nozze di Figaro, 1786)

Bellini-Chopin – Hexaméron Variation on Bellini’s “Suoni la tromba e intrepido”,

1837 (I puritani, 1835)

Bellini – “Oh quante volte” (I Capuleti e i Montecchi, 1830)

Rossini – Pas de six (Guillaume Tell, 1829)

Donizetti – “Al dolce guidami” (Anna Bolena, 1830)

Mozart – Vedrò mentr’io sospiro (Le nozze di Figaro, 1786)

Short Intermission (10 minutes)

Part Two :

Spontini – “O nume tutelar” (La vestale, 1807)

Rossini – “Arpa gentil” (Il viaggio a Reims, 1825)

Donizetti – “Udite, o rustici” (L’elisir d’amore, 1832)

Puccini – “Un bel dì vedremo” (Madama Butterfly, 1904)

Puccini – “Senza mamma” (Suor Angelica, 1918)

Rossini – LA DANZA, tarantella napoletana (Les soirées musicales), 1835

Verdi – Duetto “Tutte le feste al tempio” (Rigoletto, 1851)

L’eccellenza del Belcanto Italiano in una masterclass a Praga dal 6 al 10 maggio 2019

L’attesa masterclass di Belcanto Italiano ®  torna a Praga dal 6 al 10 maggio 2019.

L’eccellenza degli insegnamenti di tecnica vocale del M° Astrea Amaduzzi, Soprano ed esperta di tecnica vocale, assieme al M° Mattia Peli che seguirà stile e interpretazione, saranno fruibili in cinque giorni intensivi di studio, in una delle più belle città d’Europa.

Subito dopo la masterclass,  è programmato per il giorno 11 maggio il concerto degli Allievi  nella prestigiosa Sala Dvorák. Un evento lirico tutto italiano, nel cuore di Praga.

L’evento si configura anche come importante preludio per la prossima apertura di una sede dell’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano a Praga, che avverrà nell’autunno 2019.

Informazioni e prenotazioni (Tel., WhatsApp:)
Italiano e lingua ceca: (+420) 606033773
Italiano e inglese: (+39) 347 58 53 253
 

Le celebrazioni ufficiali per il 40° di Giacomo Lauri-Volpi iniziano da Verona con Belcanto Italiano ® e con il Museo della Radio di Verona alla presenza di delegazioni da Spagna e Italia

14 marzo 2019, una data importante nel panorama della lirica mondiale per un evento che da Verona darà il via alle celebrazioni per il 40° anniversario della scomparsa di Giacomo Lauri-Volpi, nome leggendario tra due secoli di tradizione lirica ed eccezionale tecnica vocale.

All’incontro saranno presenti anche Carla Lauri-Volpi e le delegazioni d’onore provenienti da Lanuvio (Roma) e Burjassot (Valencia, Spagna), e Verona. 

L’importante evento nazionale-europeo, è intitolato “IL TENORE GIACOMO LAURI-VOLPI MITO E STORIA DI UNA VOCE TRA DUE SECOLI” – Incontro internazionale con concerto lirico nel 40° anniversario della scomparsa del Tenore di Lanuvio”, che avrà luogo presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona giovedì 14 marzo 2019 alle ore 18,00 (aprendo così in anticipo le celebrazioni di un’importante ricorrenza volpiana: 17 marzo 1979 – 17 marzo 2019).

L’idea di progetto di questo evento è nata quasi “naturalmente” in seguito al successo del concerto in omaggio a Beniamino Gigli che si è svolto il 23 novembre 2017, al quale era presente il Prof. Alessandro Volpi. E’ subito nata l’idea di realizzare qualcosa di simile anche per il collega laziale del tenore recanatese. Essendo egli scomparso nel marzo 1979, è sembrato doveroso organizzare questa conferenza-concerto attorno alla ricorrenza dei quarant’anni dalla scomparsa di Lauri-Volpi.

Va ricordato che da diversi anni – quasi quotidianamente – come musicisti, didatti e ricercatori dell’Associazione “Belcanto Italiano” di Ravenna e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano “Beniamino e Rina Gigli” di Recanati, il M° Mattia Peli e il Soprano Astrea Amaduzzi studiano e promuovono, parallelamente alla figura di Gigli, anche quella di Lauri-Volpi.

Questa importante opera di divulgazione avviene con la diffusione di scritti volpiani selezionati con cura e con la pubblicazione di documenti che riguardano soprattutto la vocalità e la tecnica vocale.

L’incontro del 14 marzo 2019 dedicato a Lauri-Volpi inizierà con l’intervento di Bruno Spoleti, amico di Lauri-Volpi ed esperto di vocalità. L’intervento di Spoleti, “Omaggio a Giacomo Lauri-Volpi”,  proseguirà con ascolti al grammofono di dischi originali volpiani, a cura di Alberto Chiàntera, che porterà grammofoni e dischi provenienti da due suoi musei veronesi.

Gli ascolti al grammofono saranno alternati con l’esecuzione di arie di Verdi e Puccini interpretate dal soprano Astrea Amaduzzi, la cui arte vocale è così tanto piaciuta al direttore del teatro veronese che l’ha voluta richiamare per questo e un altro appuntamento futuro dedicato a un altro storico nome veronese della lirica.

La presenza di una voce sopranile come quella di Astrea Amaduzzi è importante anche per ricordare una figura sempre presente nella vita e nell’anima del grande tenore di Lanuvio: il soprano Maria Ros, moglie del tenore e sua maestra di canto, che sostenne l’incredibile carriera che lo portò a spaziare dal Barbiere di Siviglia all’Otello di Verdi.

Come sempre verrà video-registrata l’intera manifestazione.

Certamente sarà apprezzatissima la presenza del pubblico a teatro, anche perché – come diceva giustamente Volpi stesso – la voce lirica va sentita dal vivo e a teatro.

Sarà peraltro veramente eccezionale l’ascolto delle registrazioni di cantanti lirici direttamente da grammofono, esperienza notoriamente riservata ai soli collezionisti.

Non mancate, quindi a un evento davvero eccezionale.

L’ingresso è libero, previa prenotazione al numero 330910308

La prima mondiale di Persiani presentata a Recanati

Il 20 ottobre 2018 al Villaggio delle Ginestre di Recanati i presenti potranno assistere a qualcosa che è molto di più di un concerto.

Sarà eseguita come anteprima mondiale la prima aria della protagonista dell’opera “Ines de Castro” di Giuseppe Persiani. L’allestimento vedrà la collaborazione della scuola di “Belcanto Italiano ®” di “Incontri d’Opera” e dell’ “Associazione Gigli” di Recanati.

A presenziare con occhio vigile ci sarà anche il regista che sta lavorando alla preparazione dell’allestimento di questa opera lirica “Ines de Castro”; Paolo Santarelli che da anni è presente sul territorio marchigiano con un eccellente lavoro fatto anche di riscoperta di capolavori di autori marchigiani.

Il regista Paolo Santarelli

“Ascoltando finalmente quest’aria eccezionale studierò ogni accento del fraseggio di questo capolavoro” – ci dice il regista – “perché l’aderenza tra testo, musica e recitazione sia di grande impatto, tra ricami belcantistici e colpi di scena, così come sicuramente Persiani aveva pensato per questo sua grande opera”.

Il compositore recanatese Giuseppe Persiani (1799-1869) e la sua consorte romana, la celeberrima Fanny Tacchinardi-Persiani (1812-1867), hanno scritto con le loro vite pagine eccezionali della storia dell’opera italiana. La Tacchinardi è stata l’emblema del belcantismo d’eccellenza (ricordiamo che fu prima interprete di Lucia di Lammermoor), e Persiani ha sicuramente riassunto in sè le lezioni belcantistiche di Bellini e Donizetti, toccando anche in modo molto tenue un certo sentimento verdiano pur rimanendo forte il suo legame con il virtuosismo settecentesco.

Il Soprano Astrea Amaduzzi

Aggiunge il M° Astrea Amaduzzi che eseguirà l’aria della Ines: “Va subito detto che lo stile di scrittura vocale di Persiani non può essere eseguito da improvvisatori. Per realizzare anche solo una minima selezione di un’opera di Persiani occorre avere a disposizione cantanti che posseggano una tecnica vocale eccezionale. Volatine, colorature, agilità di ogni tipo, abbellimenti come acciaccature, trilli, mordenti, filati e note tenute sono solo alcune delle cose che soltanto chi padroneggia completamente la tecnica vocale può permettersi di eseguire con disinvoltura. Per eseguire questo repertorio non bisogna essere solo molto bravi, ma bisogna anche studiare moltissimo e profondamente vicenda e spartito”.

Il Maestro Mattia Peli

Ad aggiungere una nota importantissima sul resto dell’eccezionale evento, interviene il Maestro Mattia Peli, raffinato pianista nonchè presidente del Centro Internazionale di Studi “Beniamino e Rina Gigli” di Recanati: “Facciamo tutto questo con un autentico fine: rendere migliore il mondo attraverso la musica e la poesia. La musica classica e la poesia rendono la vita più gentile e parlano direttamente al cuore delle persone. Ecco perché assieme al presidente dell’Associazione Gigli e al regista Paolo Santarelli abbiamo deciso di celebrare tutto non su un palcoscenico teatrale ma in mezzo al popolo e per il popolo, e in particolar modo per tutti coloro che lavorano portando avanti il progetto sociale de “LA RAGNATELA”.
Questa cooperativa porta avanti un progetto straordinario, aiutando disabili attraverso la conquista dell’autonomia attraverso un lavoro veramente gratificante. E con un perfetto spirito gigliano fatto di generosità nell’arte, non possiamo che essere fedeli a quello che è il nostro scopo, dare la possibilità di godere di questa raffinata arte che però, ricordiamo, è per tutti”.

Le letture leopardiane saranno curate dalla giornalista Nikla Cingolani e dal Dott. Sergio Beccacece

Il Dott. Sergio Beccacece (a sinistra) e la giornalista Nikla Cingolani (a destra) con il Belcanto Italiano ® Duo

LA RAGNATELA dunque stavolta supera se stessa, nella sua sottilissima tela di solidarietà umana e sociale sublima ogni preconcetto elitario della musica “colta”: le restituisce la sua veste d’elezione, dando a tutti una lezione unica: per fare festa e divertirsi non servono sempre cose facili e scontate.

Sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18,00 presso l’Auditorium del Villaggio delle Ginestre dunque poesia e musica da Leopardi a Gigli:

Belcanto Italiano Duo

Astrea Amaduzzi, soprano
Mattia Peli, pianoforte

– con la partecipazione straordinaria del giovane tenore di grazia Francesco Curci –

Letture leopardiane a cura di Nikla Cingolani e Sergio Beccacece

F. Busoni – Marcia di paesani e contadine
(Una festa di villaggio), op.32 per pianoforte solo
Allegro, non troppo – Più calmo – Tempo I. (1882)
Omaggio a Giacomo Leopardi

N. Vaccaj – “Addio dorati sogni”
aria da camera (composta dopo il 1836)
Omaggio al compositore Nicola Vaccaj

W. A. Mozart – “In quegli anni in cui val poco”
(da “Le nozze di Figaro”, 1786)

G. Persiani – Cavatina di Ines dall’opera lirica “Ines de Castro”
(nella 2° versione per Fanny Tacchinardi-Persiani del 1839)
Omaggio al compositore recanatese Giuseppe Persiani

Puccini – “Donde lieta”, romanza di Mimì
(da “La bohème”, 1896)
Omaggio a Beniamino e Rina Gigli

Puccini – “Piccolo Valzer”, 1894
(Tema di Musetta: ” Quando me’n vo’ ” – La Bohème, 1896)

G. Donizetti – “Quanto è bella, quanto è cara”
(da “L’elisir d’amore”, 1832)
Omaggio a Beniamino Gigli

G. Donizetti – “Prendi, per me sei libero” (da “L’elisir d’amore”, 1832) – Omaggio a Beniamino e Rina Gigli

P. Mascagni – “Garzoncello scherzoso”
Allegro vivace
(dal Poema musicale “A GIACOMO LEOPARDI”, 1898)
Omaggio a Giacomo Leopardi

G. Rossini LA DANZA, tarantella napoletana (1835)
Omaggio a Beniamino Gigli

Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ®: presentiamo i docenti

Presentiamo oggi i docenti dell’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ®:  “Un soprano dalla tecnica eccezionale: il belcanto italiano sei tu” – così Beniamino Gigli jr, nipote diretto del grande tenore ha definito Astrea Amaduzzi. Una cantante che sa eseguire e sa spiegare alla perfezione il vero “canto sul fiato”, l’emissione morbida e squillante al tempo stesso, i passaggi di registro per valorizzare le note acutissime come quelle di petto, agilità vocali e filati preziosi.

Una docente di canto d’eccezione, conosciuta ormai a livello internazionale, che insegna con l’esempio diretto quanto dice e spiega.

Il Maestro Ugo Benelli: un tenore dalla carriera sfavillante e di importanza mondiale, tra i massimi oggi conosciuti. A lui saranno affidate materie quali interpretazione e arte scenica, e curerà anche la regia di scene liriche e opere che verranno prodotte dall’Accademia.

Il M° Ugo Benelli con il Soprano Astrea Amaduzzi

Per la prassi esecutiva e l’interpretazione il Maestro Mattia Peli, raffinato pianista e direttore d’orchestra, attento studioso dei repertori e della storia del Belcanto. Nei dettagli di quanto spiega si crea come per incanto la differenza che fa la grande qualità esecutiva e concertistica.

Il M° Mattia Peli al pianoforte

All’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ®, accanto al corso di canto, è stato istituito quello per docenti di canto, che avrà lo scopo di istruire Maestri estremamente capaci, cui verrà rilasciato alla fine del triennio il titolo accademico di “alto magistero nell’insegnamento del Belcanto Italiano”.

Il corso per insegnanti di canto sarà fatto anche di pratica e tirocinio, e sarà retribuito in base all’impegno  degli allievi.
Un grande passo che conferma il prestigio e l’impegno di Belcanto Italiano ®, da anni volto alla ricerca della qualità assoluta nell’esecuzione e nello studio dell’opera, e del sistema di insegnamento della scuola del “periodo d’oro” del Canto Lirico, che vedrà la sua rinascita proprio nel progetto di eccellenza della “Belcanto Italiano Opera Academy”.

Sarà presto possibile effettuare il download del bando e del modulo di iscrizione dal sito ufficiale di Belcanto Italiano ® – www.belcantoitaliano.it

 

“Un mese di Belcanto”, il grande campus estivo sull’universo della voce

“UN MESE DI BELCANTO” è lo slogan della nuova iniziativa promossa da Belcanto Italiano ® per un eccezionale campus estivo sull’universo del pianeta Voce.

L’iniziativa si svolgerà a Cremona nel mese di luglio: seminari e dimostrazioni di tecnica vocale di base e avanzata, laboratori di arte scenica, studio di postura e gestualità, studio approfondito del repertorio di arie e opere, saggi e concerti con scene liriche e messa in scena di unampia selezione di Cavalleria Rusticana di Mascagni; questo e molto altro sarà messo a disposizione dei partecipanti per un intero mese.

Nella foto: gruppo di lavoro di Belcanto Italiano ® su Nozze di Figaro con la Regia del Maestro Ugo Benelli

In particolare gli Allievi lavoreranno con i fondatori di Belcanto Italiano ®  oltre che su Cavalleria Rusticana anche su: Don Giovanni, Elisir d’amore, Madama Butterfly, Turandot, Traviata.

Il Soprano Astrea Amaduzzi, celebre didatta, curerà in modo approfondito tutto quello che riguarda la tecnica vocale, e il M° Mattia Peli sarà il Concertatore che al Pianoforte aiuterà gli Allievi dando un deciso taglio direttoriale allo studio del repertorio e alle prove d’assieme.

Per informazioni e prenotazioni:

contattare la Direzione Artistica (Tel., WhatsApp) al n.  347 58 53 253

Il Duo più belcantistico d’Italia in concerto a Cremona il 16 febbraio 2018

I fondatori di Belcanto Italiano ® in concerto al Teatro Filodrammatico di Cremona, venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 17.

Astrea Amaduzzi, Soprano dalla tecnica vocale eccezionale, e il Maestro Mattia Peli, Pianista raffinato ed eclettico, si esibiranno a Cremona, nell’elegante cornice del Teatro Filo, il 16 febbraio alle ore 17,00 in un concerto straordinario dedicato alla migliore tradizione della Scuola Gigliana tra passato e futuro.

Il Duo più belcantistico d’Italia a Cremona al Teatro Filo, Astrea Amaduzzi e Mattia Peli in concerto il 16 febbraio 2018 alle ore 17

L’eccezionale evento vedrà tra i partner:

il Museo della Radio di Verona,
l’Associazione Musicale “Claudio Monteverdi” di Cremona,
il Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® “B. e R. Gigli” e l’Associazione Gigli di Recanati, il Comune di Cremona,
il “Centro Studi Vocali – A.D.I.V. di Cremona,
la Direzione artistica del M° Stefano Ginevra e del Teatro Filo.

Ospite d’eccezione Beniamino Gigli jr, nipote del grande tenore italiano.

Saranno fatti ascoltare, tra un’esecuzione e l’altra del Duo, dischi da grammofoni originali di Gigli dalla Collezione del Museo dell’Opera e della Radio di Verona di Alberto Chiàntera.

Ingresso libero. Prenotazioni (Voce, WhatsApp & SMS) al numero della Direzione di Belcanto Italiano ®: 3475853253

TUTTO ESAURITO PER IL GRANDE EVENTO GIGLIANO DEL 23 NOVEMBRE 2017

Verona, 23 novembre 2017, ore 18,00, sala Maffeiana del Teatro Filarmonico:
A rappresentare in Italia il nome di Gigli e della sua famiglia, nel 60° anniversario della sua scomparsa,  ci saranno i fondatori del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® Beniamino e Rina Gigli di Recanati, Astrea Amaduzzi, soprano e docente internazionale di tecnica vocale e Mattia Peli, pianista compositore e direttore d’orchestra.
Grande evento gigliano a Verona con il Soprano Astrea Amaduzzi e il maestro Mattia Peli, in collaborazione con il Museo della Radio di Verona. Ospiti d’eccezione Beniamino Gigli jr e il Tenore Ugo Benelli
L’eccezionale evento gigliano si terrà in un vero e proprio tempio della lirica Italiana:
La sala Maffeiana, uno degli interni più belli di Verona, è l’unica parteintatta dell’originale teatro, rimasta esattamente come era il quel 5 gennaio 1770, quando tutti i presenti poterono assistere all’esibizione di Wolfgang Amadeus Mozart che stupì tutti gli accademici dell’Accademia Filarmonica al punto che il giovane musicista fu dichiarato Maestro di Cappella onorario.
La Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona
Per l’eccezionale evento gigliano i posti sono già tutti esauriti.
Il Soprano Astrea Amaduzzi, raffinatissima belcantista dalla splendida voce e “tecnica vocale eccezionale” – così come dichiarato dallo stesso nipote di Beniamino Gigli – con il Maestro Mattia Peli che la accompagnerà al pianoforte, renderanno omaggio
al nome di Gigli assieme a partner illustri:
il Museo della Radio di Verona, l’Associazione Verona Lirica, l’Associazione “B. Gigli jr” di Roma, il marchio Belcanto Italiano ® e la storica Associazione Gigli, fiore all’occhiello di Recanati, paese natale di Gigli.
Le Associazioni Gigliane di Roma e Recanati e il Centro Internazionale di Studi per il Belcanto della storica cittadina che ha dato i natali al “Cantore del Popolo”, si sono mosse grazie all’idea di Alberto Chiàntera, Presidente del Museo della Radio di Verona, e grazie alla sapiente concertazione di Beniamino Gigli jr, nipote del grande tenore, che sarà il vero “collegamento” – tra il passato e il futuro.
Il soprano Astrea Amaduzzi, che lo stesso Gigli jr, testimone diretto di una qualità intramontabile, ha voluto a rappresentare l’illustre tenore, dimostra la capacità di cesellare suoni, fraseggio ed espressioni assieme all’uso sapiente della mezzavoce, tutte qualità tipiche della scuola gigliana. Testimonial e ospite d’eccezione il Tenore Ugo Benelli che sarà presente in sala.
Nel 60° anniversario della scomparsa di Gigli questo grande evento intende sottolineare che la tradizione lirica della Scuola Belcantistica italiana, può continuare ad esistere soltanto mantenendo integro il filo conduttore con un passato da studiare e valorizzare in modo autentico e competente, e in tal senso l’ascolto da dischi originali e grammofoni che verrà fatto in sala è essenziale. Preziosa risulta dunque la partecipazione del Museo della Radio di Verona, unico al mondo per ricchezza e originalità di cimeli storici esposti.

Astrea Amaduzzi e Mattia Peli, alternandosi alle coreografie di Rossana Sechi e alla voce di Gigli che potrà dunque essere ascoltata direttamente dagli splendidi grammofoni di Alberto Chiàntera, e all’ospite d’onore, Beniamino Gigli jr che racconterà aneddoti sulla vita del nonno,  ceselleranno un repertorio perfettamente attinente all’occasione:

De Curtis – Non ti scordar di me (1935)
Mozart – Porgi amor
da “Le nozze di Figaro” (1786)
Schubert – Ave Maria (1825)
Verdi – D’amor sull’ali rosee,
da “Il trovatore” (1853)
De Curtis – Torna a Surriento (1902)
Rossini – Come dolce all’alma mia
da “Tancredi” (1813)
Verdi – La donna è mobile
da “Rigoletto” (1851)
Puccini – Tu che di gel sei cinta
da “Turandot” (1924)
Bixio – “Mamma” (1940)
Bellini – Ah, non credea mirarti
da “La sonnambula” (1831)
De Curtis – Ti voglio tanto bene – (1937)

Quando “fuggire” da un insegnante di canto: 15 punti su cui riflettere

 

Se dopo mesi di studio cantate male e con grande fatica, allora è arrivato il momento di leggere questo articolo.

Nella mia esperienza di insegnamento della tecnica vocale (cosa assai facile resa sempre tanto complicata da insegnanti dediti -magari anche inconsapevolmente- alla distruzione di splendide voci), ho raccolto diverse testimonianze di assurde stranezze che hanno UN SOLO SCOPO: QUELLO DI BLOCCARE LA VOCE e la gioia e la facilità del canto.

Sarò schematica e precisa. E sottolineo una cosa molto importante: tutto quello che scrivo è testimonianza diretta di miei Allievi, vittime scampate a un vero (e assai costoso) massacro della voce.

  1. “Respira, ma poco e senza muovere il torace e la pancia” (Charlotte, Mezzosoprano) SCAPPATE VIA IMMEDIATAMENTE. La respirazione profonda diaframmatico-addominale-intercostale, con voluminosa espansione di torace e zona addominale è LA BASE PRINCIPALE di un canto lirico facile.
  2. “Quando respiri per preparare il suono abbassa tanto la lingua” (Nino Mezzosoprano, Viola, Soprano) Sbagliatissimo. Rifiutatevi. Qualsiasi forzatura sulla lingua provocherà un irrigidimento laringeo e costituirà un blocco per un canto libero e facile.
  3. “Quando canti tieni la gola allargata” (Viola, Soprano, Nino, Mezzosoprano) Sbagliatissimo, o meglio, il principio sarebbe giusto ma la cosa è detta molto male. Una grande parte del decadimento della tecnica vocale nel canto lirico è data dal totale fraintendimento dei termini usati dai grandi cantanti. Non si impara a cantare leggendo trattati e scritti, ma con l’esempio DIRETTO di un maestro. LA GOLA NON VA “ALLARGATA”, tentare di “allargare” qualcosa in gola vi procurerà ancora una volta rigidità e cantare risulterà veramente faticoso. Gola allargata spiega male il concetto migliore di “GOLA APERTA”, completamente libera. La gola si mantiene aperta da sola, se le si permette di funzionare bene, aiutandola con una tecnica giusta e con il perfetto appoggio del fiato.
  4. “…Mi facevano cantare seduta su una palla enorme e mentre cantavo dovevo rimbalzare con il sedere… ma la voce era sempre bloccata”. (Viola, Soprano) TERRIFICANTE. RIFIUTATEVI DI FARLO O SCAPPATE VIA. Soprattutto per uno studente alle prime armi c’è bisogno di stabilità e concentrazione, movimenti concitati eccessivi servono solo a destabilizzare e a bloccare l’apprendimento.
  5. “In conservatorio, per me cantare è una vera tortura. Non posso respirare profondamente e mi dicono di rimanere completamente immobile ma io mi irrigidisco e non riesco…a un certo punto mi sono rifiutata” (Charlotte, Mezzosoprano) Questa ragazza ha ragione nel rifiutarsi. Respirare profondamente come ho già detto è la PRIMA NECESSITA’ per una resa ottimale del canto lirico, e stare completamente immobili creerà soltanto rigidità e ansia. Quindi ne’ agitarsi troppo ne’ restare immobili, ma cercare una postura comoda e morbida e un ottimale supporto sulle gambe, sentendosi liberi di fare, soprattutto i primi tempi, lievi movimenti del corpo.
  6. “Sostenere il canto è come andare al bagno” (Pierluca, Tenore) – Beh qui la cosa è detta veramente male ed è pericolosa per chi non sa ancora cantare a regola d’arte. Se immaginate di andare in bagno e fare la pupù e spingete vi accorgerete sì di usare i muscoli addominali, ma ahimé sentirete anche un blocco in gola e le vostre corde si chiuderanno rigidamente. Se proprio volete immaginarvi in questa situazione da toilette, fatelo pure, ma senza chiudere la gola.
  7. “Quando cantavo dovevo spalancare la bocca e mettere il pugno chiuso in bocca. Ma la voce si bloccava” (—– (La povera vittima in questione oltre che respirare quasi niente presentava frequentissime rotture nel mezzo dell’emissione vocale ed è un mezzosoprano dalla voce favolosa che hanno fatto cantare da soprano per anni). FUGGITE VIA IMMEDIATAMENTE. L’apertura di bocca e mandibola nel canto lirico è un meccanismo delicatissimo e complesso, e va fatto nel modo più morbido e naturale possibile.
  8. “Mi facevano cantare muovendomi come quando si fa sesso” (Gian, Tenore). Ragazzi, ne ho sentite tante ma questa è una delle più curiose. Ma a quanto pare questo sistema non ha funzionato, perché il tenore in questione aveva la voce bloccata e innaturalmente stridula.
  9. “Mi hanno insegnato 7 tipi di respirazioni diverse” (Mauricio, Tenore). No. Non va bene. Il meccanismo respiratorio ottimale per il canto lirico è semplicissimo anche se un po’ insolito (non si usa nella vita di tutti i giorni), vi consiglio di leggere un articolo che spiega in modo semplice quest’argomento: “La respirazione nel canto lirico“.
  10. “Quando ho chiesto alla mia ex insegnante dove avevo i passaggi di registro lei mi ha risposto: “Eh, ma ne hai diversi”…(…)” (Giovanna, Soprano) SCAPPATE SUBITO E SENZA PENSARCI DUE VOLTE. Se l’insegnante a cui vi affidate non sa cosa sia esattamente un passaggio di registro e non sa farvi sentire esattamente come e perché si fa, è come un venditore calvo di lozione per la ricrescita dei capelli.“Mi hanno fatto cantare in ginocchio e con la schiena la testa completamente reclinata indietro ma io non riuscivo, ero completamente bloccata….” (Charlotte, Mezzosoprano) (Accade in Germania, chissà che questa tortura terrificante non venga usata anche in Italia…) —> DOPO ESSERSI CATEGORICAMENTE RIFIUTATI DI FARLO, FUGGIRE VIA SUBITO. Buttare completamente la schiena e la testa indietro piegando forzatamente il collo bloccherà completamente la vostra respirazione e la vostra laringe, e se ancora non l’avete capito, nella vostra laringe ci sono le corde vocali. La laringe nel canto lirico deve essere completamente libera.
  11. Mi facevano fare tutti i vocalizzi sulla A, ma doveva essere proprio A, e io avevo un gran dolore” (Francesca, Soprano). Fuggire via IMMEDIATAMENTE. Come esperienza diretta, posso dirvi che a me, che vi racconto adesso tutte queste storie di torture vocali,  hanno imposto di fare vocalizzi su tutta la mia estensione fino ai sopracuti con la sillaba “NI” e la I doveva essere proprio “I”. Una tortura orribile, ho preferito fuggire via dopo poco e vi assicuro che non avrei potuto fare scelta migliore. Nei centri si può anche arrivare a resistere, ma salendo verso gli acuti la situazione diventa insostenibile, poiché assolutamente la pronuncia esatta delle vocali deve cedere il passo alla comodità di emissione dei suoni.
  12. “Io non ne posso più. Mi fanno dire tutte le vocali, A, E, I, O, U, che devono proprio essere perfette, ma io non posso farlo!” (Charlotte, Mezzosoprano). No cari studenti di canto, non dovete farlo. Rifiutatevi e se insistono, scappate via. Cantare non è esattamente come parlare, deve “diventare facile” come quando si parla, ma il meccanismo non è lo stesso. Le vocali vanno tutte adattate ad una assoluta comodità di emissione di suono lirico.
  13. “Gli acuti non venivano e mi facevano spingere come un dannato. Era proprio una cosa da animali e io ero disperato” (Pietro, Tenore). No, il canto lirico non è fatto di violenza e spinta, ma da morbidezza e grande sostegno. Gli acuti non vanno “spinti”, ma ben sostenuti con un perfetto sistema respiratorio. Però non è sufficiente: per fare buoni acuti è necessario che si studi a regola d’arte il passaggio di registro, cioè il libero cambio di posizione laringea. Allora fare gli acuti diventerà facilissimo. Bisogna imparare a “scivolare” tra i suoni, evitando di forzare l’emissione. Non si canta con la forza, ma con una vera ed eccellente tecnica.
  14. “Ero mezzosoprano, ma poi mi hanno detto che la mia voce diventava più brillante se cantavo da soprano” (Nino, Mezzosoprano). Diffidate sommamente da chi vi dice che la vostra tipologia vocale dipende da fattori psicologici o timbrici. Esistono tenori con il timbro ( = colore della voce) baritonale o baritoni con un colore vocale tenorile. Non sarà la psicologia o il colore della voce a fare di voi un tenore invece di un baritono, un mezzosoprano invece di un un soprano leggero, ma la tessitura e i passaggi di registro. La tessitura è l’area in cui la vostra voce si muove meglio, i passaggi di registro il punto a in cui la vostra laringe cambia posizione e passa alla voce di testa e a quella di petto.
    • Imparare a cantare bene è veramente SEMPLICE se si è guidati da un bravo Maestro di canto.
    • Scappate anche dai foniatri o dagli scrittori che si autonominano insegnanti di canto senza saper cantare.
    • Che voi abbiate una voce robusta o leggera, in pochi mesi i problemi tecnico-vocali vanno risolti in modo pratico.
    • Evitate di frequentare maestri che non siano in grado di cantare veramente molto bene e ricordate che tra quelli che sanno cantare molto bene è possibile che non tutti siano bravi insegnanti.
    • Ricordate anche che un pessimo cantante non sarà MAI un bravo insegnante di canto.

    Ripeto ancora, non si canta con la forza ma con un sistema perfetto ed efficiente che tenga il vostro strumento vocale in completa salute.

    Evitate di sprecare tempo ed energie e soprattutto non passate anni a pensare di non essere capaci di cantare in modo bello e semplice seguendo sempre la stessa strada, perché sicuramente non sarete voi a sbagliare, ma coloro che dandovi la direzione, ignorano completamente che essa sia sbagliata.

    Buono studio a tutti! M° Astrea Amaduzzi