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A Viareggio si inaugura la mostra pucciniana “Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe”

Dal 7 giugno al 20 settembre 2026 la Misericordia di Viareggio ospiterà la mostra “Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe”, un percorso espositivo dedicato all’immaginario orientale che accompagna l’ultimo capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini.


La mostra, che verrà inaugurata domenica 7 giugno alle ore 17.30, intende ricostruire il clima figurativo, teatrale e culturale nel quale prende forma “Turandot”, opera estrema e visionaria, sospesa tra fiaba, esotismo, decorazione e modernità. Il percorso propone un dialogo tra arte, costume, scenografia e memoria storica, restituendo al pubblico le suggestioni che alimentarono una delle più celebri immagini d’Oriente del teatro musicale novecentesco.

Al centro dell’esposizione sarà presentato il prezioso abito indossato dal soprano drammatico Gina Cigna nella memorabile produzione di “Turandot” del 1940 al Maggio Musicale Fiorentino. Il costume rimanda ad un allestimento di particolare rilievo storico, nel quale Umberto Brunelleschi riprese i bozzetti da lui concepiti tra il 1924 e il 1926, assumendo per l’occasione anche il ruolo di scenografo. L’abito si offre così come testimonianza di straordinario valore della fortuna visiva di “Turandot”, testimonianza di invenzione fiabesca, gusto esotico e raffinatezza déco.
Accanto a questo nucleo centrale, la mostra presenterà per la prima volta alcuni preziosi cimeli riportati dal Siam da Galileo Chini, esposti per gentile concessione della nipote Paola Chini. Nel 1911 Chini fu chiamato in Oriente per decorare la Sala del Trono; al suo ritorno portò con sé oggetti, immagini e testimonianze che avrebbero contribuito a nutrire quell’universo visivo destinato a lasciare una traccia profonda nell’arte, nella scenografia e nel teatro italiano del Novecento.
Tra i materiali esposti figurano uno strumento musicale, porcellane, un vassoio intarsiato in abalone, statue lignee del Buddha e fotografie d’epoca. Oggetti rari e suggestivi, capaci di evocare un Oriente filtrato dallo sguardo europeo, ma anche di documentare il rapporto diretto tra esperienza di viaggio, collezionismo, arti applicate e invenzione scenica. Gli oggetti orientali riportati dal Siam da Galileo Chini migrarono nel repertorio del celebre decoratore attraverso il filtro di un modernismo nutrito di stilemi neorinascimentali. Da semplici testimonianze di viaggio essi divennero matrici figurative, depositi di forme, materiali e suggestioni destinati a concorrere alla genesi estetica dell’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, “Turandot”.

La mostra, curata da Mauro Pardini, sarà accompagnata da una speciale ‘colonna sonora’ nella quale il M° Mattia Peli presenta, incisi al pianoforte Bechstein di Puccini, i principali temi e momenti musicali dei tre atti di “Turandot”, portando il pubblico ad ‘immaginare’ il Cigno di Lucca stesso al pianoforte nell’atto di comporre il suo ultimo capolavoro operistico. In occasione dell’inaugurazione, poi, alle ore 20.00 il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano lirico Astrea Amaduzzi e dal M° Peli al pianoforte, interpreterà dal vivo le tre arie di Liù, “Signore, ascolta!”, “Tanto amore segreto” e “Tu, che di gel sei cinta” ed altre arie pucciniane sopranili, dando vita, durante la visione della mostra, a uno speciale ‘momento musicale’ concertistico.

L’esposizione restituisce così la ricchezza di un immaginario che, attraverso Puccini, Chini e Brunelleschi, entra nel cuore della modernità europea. Testimonianze materiali, memoria teatrale e visioni scenografiche concorrono a ricostruire l’origine di una figurazione esotica destinata a segnare profondamente l’arte, il costume e il teatro del Novecento.
“Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe” sarà visitabile alla Misericordia di Viareggio sino al 20 settembre 2026.

Le celebrazioni ufficiali per il 40° di Giacomo Lauri-Volpi iniziano da Verona con Belcanto Italiano ® e con il Museo della Radio di Verona alla presenza di delegazioni da Spagna e Italia

14 marzo 2019, una data importante nel panorama della lirica mondiale per un evento che da Verona darà il via alle celebrazioni per il 40° anniversario della scomparsa di Giacomo Lauri-Volpi, nome leggendario tra due secoli di tradizione lirica ed eccezionale tecnica vocale.

All’incontro saranno presenti anche Carla Lauri-Volpi e le delegazioni d’onore provenienti da Lanuvio (Roma) e Burjassot (Valencia, Spagna), e Verona. 

L’importante evento nazionale-europeo, è intitolato “IL TENORE GIACOMO LAURI-VOLPI MITO E STORIA DI UNA VOCE TRA DUE SECOLI” – Incontro internazionale con concerto lirico nel 40° anniversario della scomparsa del Tenore di Lanuvio”, che avrà luogo presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona giovedì 14 marzo 2019 alle ore 18,00 (aprendo così in anticipo le celebrazioni di un’importante ricorrenza volpiana: 17 marzo 1979 – 17 marzo 2019).

L’idea di progetto di questo evento è nata quasi “naturalmente” in seguito al successo del concerto in omaggio a Beniamino Gigli che si è svolto il 23 novembre 2017, al quale era presente il Prof. Alessandro Volpi. E’ subito nata l’idea di realizzare qualcosa di simile anche per il collega laziale del tenore recanatese. Essendo egli scomparso nel marzo 1979, è sembrato doveroso organizzare questa conferenza-concerto attorno alla ricorrenza dei quarant’anni dalla scomparsa di Lauri-Volpi.

Va ricordato che da diversi anni – quasi quotidianamente – come musicisti, didatti e ricercatori dell’Associazione “Belcanto Italiano” di Ravenna e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano “Beniamino e Rina Gigli” di Recanati, il M° Mattia Peli e il Soprano Astrea Amaduzzi studiano e promuovono, parallelamente alla figura di Gigli, anche quella di Lauri-Volpi.

Questa importante opera di divulgazione avviene con la diffusione di scritti volpiani selezionati con cura e con la pubblicazione di documenti che riguardano soprattutto la vocalità e la tecnica vocale.

L’incontro del 14 marzo 2019 dedicato a Lauri-Volpi inizierà con l’intervento di Bruno Spoleti, amico di Lauri-Volpi ed esperto di vocalità. L’intervento di Spoleti, “Omaggio a Giacomo Lauri-Volpi”,  proseguirà con ascolti al grammofono di dischi originali volpiani, a cura di Alberto Chiàntera, che porterà grammofoni e dischi provenienti da due suoi musei veronesi.

Gli ascolti al grammofono saranno alternati con l’esecuzione di arie di Verdi e Puccini interpretate dal soprano Astrea Amaduzzi, la cui arte vocale è così tanto piaciuta al direttore del teatro veronese che l’ha voluta richiamare per questo e un altro appuntamento futuro dedicato a un altro storico nome veronese della lirica.

La presenza di una voce sopranile come quella di Astrea Amaduzzi è importante anche per ricordare una figura sempre presente nella vita e nell’anima del grande tenore di Lanuvio: il soprano Maria Ros, moglie del tenore e sua maestra di canto, che sostenne l’incredibile carriera che lo portò a spaziare dal Barbiere di Siviglia all’Otello di Verdi.

Come sempre verrà video-registrata l’intera manifestazione.

Certamente sarà apprezzatissima la presenza del pubblico a teatro, anche perché – come diceva giustamente Volpi stesso – la voce lirica va sentita dal vivo e a teatro.

Sarà peraltro veramente eccezionale l’ascolto delle registrazioni di cantanti lirici direttamente da grammofono, esperienza notoriamente riservata ai soli collezionisti.

Non mancate, quindi a un evento davvero eccezionale.

L’ingresso è libero, previa prenotazione al numero 330910308